BENVENUTI OLTRE FRONTIERA

Potrebbe non avere tutti i torti chi sostiene che di conversazioni sulle nuove frontiere del thriller, noir post-moderno o contaminazione dei generi letterari, se ne senta il bisogno quanto di un buco in fronte. E allora che senso ha, in questo panorama, il lancio di Borderfiction? Il senso che, anche se spesso di troppe parole si muore, esiste pur sempre l'aspirazione a dire qualcosa di nuovo. Il senso che, nel fare riferimento alla frontiera, prendiamo semplicemente coscienza che la frontiera è ormai la nostra realtà quotidiana. Il senso che è sempre più percettibile il peso di un'era in cui tutto sta diventando terra di nessuno, un limes dove razze, clan e culture si confondono, i limiti sbiadiscono in un crepuscolo informe dove non c'è più posto per vecchio e nuovo o bene e male e la tensione si fa palpabile.

Borderfiction_eventi_logo_bn_ridottoDal 25 gennaio 2012 sono tornate alle 21.30 del mercoledì le serate milanesi di Borderfiction, incontri settimanali a ingresso libero con i protagonisti della narrativa della tensione, tra mystery, thriller, avventura, horror, fantastico e loro contaminazioni.
Anche quest'anno ci diamo appuntamento nel salone dell'Admiral Hotel in via Domodossola 16 a Milano (qui le indicazioni per raggiungerlo) e sul canale YouTube di Borderfiction. Scoprite su questa pagina il calendario dettagliato degli appuntamenti, che sarà aggiornato costantemente con i nomi di ospiti e conduttori e gli argomenti delle varie serate. Seguite tutti gli aggiornamenti sulla community di Borderfiction su Facebook. Il prossimo appuntamento è...

Mission-Impossible-Ghost-Protocol-PosterDa Budapest a Mosca, da Dubai fino a Bombay, la nuova avventura della Impossible Mission Force rinverdisce i fasti di una serie cominciata in televisione quarantacinque anni fa, in quello che mi sembra il film più riuscito dopo il primo episodio cinematografico diretto nel 1996 da Brian DePalma. Alle scene spettacolari e realmente emozionanti si uniscono anche un buon soggetto (per quanto lo spunto narrativo non sia spaventosamente originale), una sceneggiatura con ottime trovate e una bella scelta di interpreti che alla fine rende quasi simpatico persino Tom Cruise. Dietro le quinte la mano del produttore J. J. Abrahams, già co-sceneggiatore e regista del terzo episodio su grande schermo, che apporta il suo musicista di fiducia (l'ottimo Michael Giacchino, che ha vita facile basandosi tanto sullo stile quanto sul celeberrimo tema musicale ideati da Lalo Schifrin negli anni Sessanta) e una breve partecipazione di uno dei divi del suo Lost, Josh Holloway, qui meno biondo e meglio rasato.

ringu-posterNella prima parte di questo articolo abbiamo visto come lo scrittore Koji Suzuki abbia riletto la tradizione dell'onryo in chiave moderna e addirittura tecnologica. E dopo qualche anno i suoi libri vengono trasposti sullo schermo, dando vita al filone del saiko horaa. Il primo esperimento, oggi dimenticato, è un tv movie del 1995 (Ringu: Kanzen-ban, regia di Chisui Takigawa), ragionevolmente fedele al romanzo anche in alcuni punti particolarmente delicati (specie riguardo alla sessualità di Sadako) ma meno impressionante dei suoi successori. Tuttavia due anni dopo il cinema si impadronisce della vicenda, trasformandola in un clamoroso successo.
Il primo Ring cinematografico (o Ringu, alla giapponese) porta nella sceneggiatura alcune modifiche tese a semplificare la storia e a compattare i personaggi, modifiche che verranno poi in larga parte adottate anche nella versione americana, insieme a qualche suggestione proveniente da Dark Water, altro romanzo di Koji Suzuki che condivide con Ring il tema dell’orrore nell’acqua. Ma Ringu, girato nel 1997 da Hideo Nakata e giunto sugli schermi giapponesi il 31 gennaio 1998, introduce qualche cambiamento arbitrario che non solo complica inutilmente la trama ma soprattutto si ripercuoterà disastrosamente anche sui seguiti.

talpa_0Uno dei capolavori di John Le Carré approda sul grande schermo – a più di trent'anni da una magistrale versione televisiva (1979) con Sir Alec Guinness – nel thriller più elegante della stagione, fatto di sfumature, sguardi, accenni, frammenti di mosaico proposti come flashback, emozioni appena accennate ma potenzialmente esplosive. La dimostrazione che, di quando in quando, anche un remake può essere un'opera d'arte. Sarà che tra i produttori esecutivi figura lo stesso Le Carré, cui è concesso anche un subliminale ma esilarante cameo (non lo avete riconosciuto? Vi do tempo questo articolo per indovinare, poi alla fine ve lo dico io). Sarà che il film non fa concessioni a un pubblico distratto: qui bisogna stare attenti, ricordare quali carte siano state giocate, come in una partita di bridge; intuire quali siano le prossime mosse dell'avversario, come nella partita a scacchi suggerita da Control – capo storico del Secret Intelligence Service – quando ha incollato a ciascuno dei pezzi di una scacchiera la fotografia di uno dei personaggi-chiave del Circus, il quartier generale del servizio segreto britannico.

50years

Il 2012 è un anno particolare per gli appassionati di una serie che in letteratura ha unito spionaggio, atmosfere noir e avventura esotica, cui il cinema ha spesso aggiunto anche una componente fantatecnologica quando non apertamente fantascientifica. Quindi un eroe di frontiera, consono al concetto di Borderfiction. Stiamo parlando dei libri e dei film con protagonista l'agente 007. In questa pagina trovate un indice che sarà aggiornato via via con nuovi link ad articoli sull'argomento.

j-edgar-movie-posterNon dev'essere certo stato facile né per lo sceneggiatore Dustin Lance Black né per il regista Clint Eastwood scegliere che cosa mettere in scena nelle circa due ore e un quarto di durata di J. Edgar, partendo dalla lunga e complessa biografia di una delle figure più controverse della storia americana del Ventesimo secolo, inevitabilmente intrecciata con gli innumerevoli casi di cui si occupò la sua creatura, il Federal Bureau of Investigation. L'argomento potrebbe fornire materiale per centinaia di ore di pellicola. Regista e sceneggiatore scelgono la strada più intimista, orientando il film soprattutto sui rapporti tra John Edgar Hoover (Leonardo DiCaprio) e tre personaggi chiave della sua vita: la madre Anne Marie Scheitlin Hoover (Judy Dench), l'assistente personale Helen Gandy (Naomi Watts) e il braccio destro Clyde Tolson (Armie Hammer), con il quale l'inflessibile e reazionario capo dell'FBI ebbe un'ambigua relazione.

OnryoFin dai tempi di Fruttero e Lucentini (doveroso il ricordo) le antologie di Urania sono sempre state un'ottima occasione per scoprire nuovi autori. Ma questa particolare raccolta nasce proprio con l'intento di far conoscere ai lettori qualcosa di particolarmente ignoto e distante per il pubblico italiano, ossia le moderne storie di fantasmi della letteratura nipponica. Inoltre, con ulteriore virtuosismo, non solo i curatori Danilo Arona e Massimo Soumaré (quest'ultimo anche traduttore dei racconti giapponesi) ci propongono una bella scelta di storie del genere, ma anche altrettante opere di bravissimi autori italiani che si cimentano sugli stessi temi. Il tutto con una preziosa introduzione che inquadra il filone e ne sottolinea alcuni aspetti salienti.
Innanzitutto Arona e Soumaré ci ricordano che, se in Italia questo genere è arrivato al traino della versione americana di The Ring – tratto da un romanzo di Koji Suzuki pubblicato anche da noi grazie al successo del film – e con esso sono poi giunti in dvd i Ringu originali, i Ju-On e via discorrendo, in realtà la tradizione giapponese della storia di fantasmi è molto più antica e in particolare le donne in bianco dai volti pallidissimi e dai lunghi capelli neri sono di fatto maschere del teatro kabuki. I curatori ci fanno anche notare che in queste storie i fantasmi sono soprattutto di sesso femminile, alla ricerca di una rivalsa per ciò che hanno dovuto subire in vita.

the-black-stilettoImmaginate di tornare nella vostra vecchia casa di famiglia e scoprire che vostra madre… sì proprio lei, quella donna che vi rimbrottava quando rientravate tardi la sera e che forse,ancora oggi, si preoccupa se non mangiate abbastanza anche se avete quasi quarant’anni e un principio di pancetta (si chiamano maniglie dell’amore)… Dicevo: scoprire che vostra madre, quando era giovane, era una sorta di Wonder Woman “de noantri”. Sarebbe uno shock per chiunque. Lo è stato sicuramente per Martin, il figlio di Judy, la protagonista di The Black Stiletto, il nuovo romanzo di Raymond Benson, pubblicato negli Stati Uniti ma ancora inedito in Italia.

corsaro_nero_fumettiSergio Bonelli, figlio del creatore di Tex, a sua volta creatore di Zagor e di Mister No, editore di molte delle testate di maggior successo del campo fumettistico popolare italiano, alla domanda su cosa fosse il fumetto, rispondeva che era «il cinema dei poveri». Contrariamente a quanto si può pensare, la definizione non intende affatto essere offensiva, anzi, è una lucida visione di come i comics abbiano molto in comune con l'altro medium loro coetaneo, pur godendo di una maggiore libertà di espressione. 
Del resto è improbabile che Sergio Bonelli, che è stato fino al 26 settembre 2011 l'incarnazione vivente dell'editoria fumettistica italiana, volesse rinnegare il lavoro di sceneggiatore e artefice di miti avventurosi fatto per anni da suo padre e da lui stesso, o denigrare la nobiltà di questo mezzo espressivo. Il fumetto, però, è davvero il cinema ridotto all'essenziale, cioè allo storyboard, a cui vengono aggiunti i dialoghi per mezzo delle «nuvole parlanti».


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