BENVENUTI OLTRE FRONTIERA

Potrebbe non avere tutti i torti chi sostiene che di conversazioni sulle nuove frontiere del thriller, noir post-moderno o contaminazione dei generi letterari, se ne senta il bisogno quanto di un buco in fronte. E allora che senso ha, in questo panorama, il lancio di Borderfiction? Il senso che, anche se spesso di troppe parole si muore, esiste pur sempre l'aspirazione a dire qualcosa di nuovo. Il senso che, nel fare riferimento alla frontiera, prendiamo semplicemente coscienza che la frontiera è ormai la nostra realtà quotidiana. Il senso che è sempre più percettibile il peso di un'era in cui tutto sta diventando terra di nessuno, un limes dove razze, clan e culture si confondono, i limiti sbiadiscono in un crepuscolo informe dove non c'è più posto per vecchio e nuovo o bene e male e la tensione si fa palpabile.

cop Medina 200Nel novembre 1994, sul numero 1 di SuperGiallo Mondadori, tra i racconti di alcuni dei più grandi autori americani del genere selezionati dall’Ellery Queen Mystery Magazine e di alcune delle firme italiane illustri de Il Giallo Mondadori, faceva la sua comparsa un mio nuovo personaggio. Nuovo per i lettori, ma una vecchia conoscenza per me. Il suo nome era Carlo Medina e si occupava di intrighi e di omicidi.
Nel novembre 2014 quel racconto – primo pubblicato, ma secondo nella cronologia – insieme alle altre tre storie che hanno posto le basi della serie Medina, riappare nella nuova edizione di una raccolta ormai fuori commercio da una decina d’anni, celebrando i primi vent’anni di un personaggio che, se non per i meriti dell'autore (su questo argomento sarei leggermente di parte) di sicuro per le sue insolite caratteristiche, si distingue tuttora nel panorama del thriller italiano.

cover una notte a milano 250Tra le sei di sera del 12 e le sei del mattino del 13 novembre 2014, molte cose accadono a Milano.
Un investigatore paga un debito in modo molto paricoloso.
Un delitto si consuma in un tempio del commercio.
L’inferno si scatena su un treno in arrivo alla Stazione Centrale. Un enigma sanguinoso spunta nei tunnel della metropolitana.
Una donna si presenta a un colloquio di lavoro ad alto rischio.
Uno sbirro bracca una banda di sadici criminali, sempre un passo avanti a lui.
Un uomo salda i conti con i vicini di casa.
Un altro scopre i pericoli della notte milanese.
E tre ragazze finiscono nelle mani di una Triade.
9 storie che si intrecciano tra loro nella stessa nottata, nella stessa città. Perché, come dice Andrea G. Pinketts: «Il 2 novembre è il giorno dei morti, la notte tra il 12 e il 13 è la festa degli assassini».

007 eventi

C’è sempre qualche ricorrenza nel Mondo Bond, non foss’altro perché i libri e i film dell’agente 007 hanno punteggiato la vita di così tante persone in tutto il mondo da diventare piccole pietre miliari delle loro esistenze. Così nel 2008 si è ricordato il centenario della nascita di Ian Fleming, creatore del celebre agente segreto, nel 2012 si sono festeggiati i cinquant’anni dal primo film (Agente 007 – Licenza di uccidere) e nel 2013 i sessanta dal primo romanzo (Casinò Royale). Nel 2014 però l’anniversario è triplice. E viene celebrato con nuovi libri (cui abbiamo messo mano anche noi di Borderfiction) con protagonista l'agente segreto, proiezioni e una serie di eventi a Milano, lo ZeroZeroSetteFest; tra questi l'appuntamento Borderfiction di martedì 4 novembre alle 21 all'Admiral Hotel, in cui sono state vendute in un colpo solo oltre cinquanta copie del libro Agente di Sua Maestà, il cui ricavato è stato devoluto all'associazione Medicinema.

fleming dvdIl suo nome era Fleming, Ian Fleming e voleva essere James Bond. Nel 2014 - a cinquant'anni dalla morte del romanziere che inventò l'agente 007 - BBC America e Sky Atlantic hanno prodotto una serie televisiva in quattro puntate sulla vita dello scrittore britannico, dagli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale fino alla stesura di Casino Royale nella sua villa in Giamaica, chiamata Goldeneye.
La serie è stata trasmessa su BBC America e, in attesa di informazioni su una eventuale distribuzione sui canali italiani, ho avuto la possibilità di vederla in anteprima per presentarlo ai lettori di Borderfiction.

guardians jpegNell’universo filmico Marvel legato a The Avengers arriva – anche in Italia, con un certo ritardo rispetto al resto del mondo – un nuovo capitolo che introduce nella saga nuovi personaggi, ma può essere visto senza avere seguito le puntate precedenti, vale a dire i vari Iron Man, Capitan America, Thor, etc. Anche perché qui il linguaggio è piuttosto diverso, molto più allegro di quanto ci sia capitato di vedere sinora in questa serie. Il risultato è un piacevolissimo film di intrattenimento... estivo, con una brillante colonna sonora, premiato da un prevedibile successo. Un risultato più brillante rispetto alla nuova serie di Spiderman, che mantiene su un buon livello il ciclo legato a The Avengers (al pari di quello di X-Men).

jour se leve classicAnche se si apre con un omicidio, Le jour se lève non è propriamente un noir come quelli che Jean Gabin interpreterà a partire del dopoguerra. Semmai è figlio del naturalismo letterario francese, oltre che della felice collaborazione del regista Marcel Carné con il poeta Jacques Prévert (autore dei dialoghi) oltre che con lo scrittore e sceneggiatore Jacques Viot, autore del soggetto originale. Inserito nella corrente del realismo poetico, è una pellicola di impegno sociale nel suo contrapporre realtà e apparenza (oggi diremmo «immagine»), onestà e disonestà, serietà e inganno, oltre che, en passant, nel criticare le condizioni di lavoro in fabbrica. È anche un film le cui vicissitudini si intrecciano in modo curioso con la Storia, tanto da rischiare di scomparire per sempre dalla faccia della Terra, salvandosi per miracolo e sopravvivendo fino ai nostri tempi.

Al ‘gabbio’ come si diceva nel cinema poliziottesco italiano degli anni Settanta, non ci vuol andare nessuno. La realtà è tristissima. Sovraffollamento, sopraffazione, scuola di malavita. Ogni tanto qualcuno fa lo sciopero della fame, qualcun altro invoca indulti e amnistie ma, in verità, il principio per cui la pena dovrebbe redimere e non punire il condannato sembra non interessare a nessuno. Questa la cronaca.
Nella fiction letteraria ma, soprattutto cinematografica, la galera, in particolare quella più dura, ha sempre rappresentato un’opportunità drammatica per mostrare vite disperate in luoghi chiusi. Ha generato miti e leggende che di un filone cinematografico sociale ha fatto una lunga via, divisa in mille piccoli vicoli, molti dei quali sono finiti nel paludoso terreno dell’exploitation.

A metà degli anni Sessanta il fenomeno cinematografico di 007 – che nelle trame dei romanzi originali di Fleming insinua nuovi elementi fanta-tecnologici che allontanano via via il personaggio dalle sue radici per farne un'icona dell'epoca – dà origine a strane contaminazioni. Da una parte sullo schermo diventa di moda l'agente segreto playboy, dall'altra l'icona dello scienziato pazzo si rimescola con quella dell'organizzazione criminale internazionale che, in un'epoca di ideologie e blocchi contrapposti a rischio di guerra atomica, unisce invece Occidente e Oriente in fragili alleanze contro il comune nemico. Organizzazioni che, come la SPECTRE lanciata dalle storie di James Bond, rappresentano il lato oscuro della scienza, spesso metafora delle autentiche minacce che gravano sull'umanità nello stesso istante in cui il boom economico irrompe nella vita della gente comune, scatenando uno sfrenato ottimismo tecnologico che si esprime attraverso automobili, elettrodomestici e televisione. Che si voglia o no, la fantascienza diventa parte della vita di tutti i giorni.

In un imprecisato paese centroamericano, nell'imminenza delle elezioni, la capitale è tappezzata dalle enormi affissioni che invitano a votare per Maurice Leprince, l'imprenditore di successo che promette democrazia, giustizia e uguaglianza, l'uomo che si è fatto da solo sbarcando vent'anni prima, senza un soldo, in fuga dalla Francia occupata. Ma anche il boss della prostituzione e il proprietario dello Stardust, centro clandestino dello smercio di cocaina nel paese. Da tempo il sergente investigativo della polizia Miguel Mora cerca invano il modo per incastrare Leprince, prima che l'elezione al Senato lo renda ancora più intoccabile. Per questo spera in ciò che può raccontargli Juan Solano, ladruncolo redento sotto la sua ala protettrice, che si è fatto assumere come barista (e infiltrato) allo Stardust. Ma quando sembra che il giovane barman abbia finalmente trovato le prove necessarie, Mora si vede recapitare il cadavere di Juan a domicilio.

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