BENVENUTI OLTRE FRONTIERA

Potrebbe non avere tutti i torti chi sostiene che di conversazioni sulle nuove frontiere del thriller, noir post-moderno o contaminazione dei generi letterari, se ne senta il bisogno quanto di un buco in fronte. E allora che senso ha, in questo panorama, il lancio di Borderfiction? Il senso che, anche se spesso di troppe parole si muore, esiste pur sempre l'aspirazione a dire qualcosa di nuovo. Il senso che, nel fare riferimento alla frontiera, prendiamo semplicemente coscienza che la frontiera è ormai la nostra realtà quotidiana. Il senso che è sempre più percettibile il peso di un'era in cui tutto sta diventando terra di nessuno, un limes dove razze, clan e culture si confondono, i limiti sbiadiscono in un crepuscolo informe dove non c'è più posto per vecchio e nuovo o bene e male e la tensione si fa palpabile.

mad-max-poster«È così che il mondo finisce, è così che il mondo finisce. Non con uno scoppio, ma con un gemito.» Con questa suggestiva citazione tratta da I quattro quartetti di T.S. Eliot si apriva uno splendido romanzo dello scrittore Nevil Shute, L’ultima spiaggia, per puro caso riproposto da Urania Mondadori proprio nel momento in cui esce nei cinema Mad Max- Fury Road. E tra breve in questo articolo si parlerà del nuovo film di George Miller, di motori arroventati, corse sfrenate tra implacabili scambi di colpi da un veicolo all’altro, piste infuocate in una terra desolata, inseguimenti forsennati, lamiere contorte ed esplosioni incessanti. Non certo di gemiti, quelli si sentono a malapena. Ma il mondo di Max Rockatansky è già finito da un pezzo. E la frontiera del dopo-Apocalisse passa per l’Australia.

agatha christieNuova firma a Borderfiction: Giovanna Pimpinella, che da ottima  esperta di gialli ripercorrerà una a una le opere di Agatha Christie. In coda a questa introduzione, tutti i link ai singoli articoli (NdR).

Finalmente ho trovato il coraggio di fare una cosa che desideravo da tempo: rileggere Agatha Christie dall’inizio, a partire dal 1920 e seguendo l’anno di pubblicazione così da ricostruire un percorso nell’immaginario del giallo della mia adolescenza iniziato con Fermate il boia, acquisto compulsivo di quindicenne ancora indecisa sui propri gusti letterari.

posterI Marvel Studios e in particolare Joss Whedon vincono la sfida con il pubblico: mantenere un alto livello di divertimento e spettacolarità senza sfigurare con quanto essi stessi hanno raggiunto fino a oggi. E, nel frattempo, affrontando il problema non trascurabile di gestire in modo equilibrato un grande numero di personaggi tra buoni, cattivi e vie di mezzo, senza togliere spazio a nessuno. L’unica difficoltà insormontabile, ormai, è quella della continuity: dopo una decina di film di questo ciclo, uno spettatore completamente digiuno tanto dei fumetti originali quanto della serie cinematografica, potrebbe chiedersi qua e là di che cosa diavolo si stia parlando.

cop Medina 200Nel novembre 1994, sul numero 1 di SuperGiallo Mondadori, tra i racconti di alcuni dei più grandi autori americani del genere selezionati dall’Ellery Queen Mystery Magazine e di alcune delle firme italiane illustri de Il Giallo Mondadori, faceva la sua comparsa un mio nuovo personaggio. Nuovo per i lettori, ma una vecchia conoscenza per me. Il suo nome era Carlo Medina e si occupava di intrighi e di omicidi.
Nel novembre 2014 quel racconto – primo pubblicato, ma secondo nella cronologia – insieme alle altre tre storie che hanno posto le basi della serie Medina, riappare nella nuova edizione di una raccolta ormai fuori commercio da una decina d’anni, celebrando il primo ventennale di un personaggio che, se non per i meriti dell'autore (su questo argomento sarei leggermente di parte) di sicuro per le sue insolite caratteristiche, si distingue tuttora nel panorama del thriller italiano.

Le colpe dei figliNapoli, marzo 2010, una stagione che non è più inverno ma non è ancora primavera. Ai margini della città, nei pressi di una baracca viene trovato il corpo bruciato di una donna, poi identificata come un medico dell’ASL dalla vita specchiata. Nulla che lasci pensare al coinvolgimento in attività criminali, anche se il figlio del proprietario della baracca è un noto malavitoso. Lo sa bene il commissario Antonio Buonocore, incaricato delle indagini. In base alla ricostruzione, la vittima è stata attirata sul luogo con l’inganno, stordita e poi bruciata viva. Potrebbe essere il primo omicidio di un serial killer, ma il commissario sente nell’aria un altro odore: quello della vendetta.

SH la-casa-della-setaAlla fine del 2014, Il Giallo Mondadori, nella nuova collana Sherlock, ci ha permesso di conoscere colui che sarà il nuovo autore bondiano del 2015, alle prese con un altro eroe della letteratura anglosassone. È uscito nelle edicole (ed è tuttora disponibile come ebook) La casa della seta, il primo dei due episodi scritti da Anthony Horowitz come erede letterario di Sir Arthur Conan Doyle. Le prospettive, in attesa di vederlo all’opera come successore di Ian Fleming, sono interessanti.
Pubblicato nel 2011, La casa della seta è un omaggio degno degli scritti del maestro Conan Doyle. D’altro canto si tratta del primo romanzo riconosciuto ufficialmente dagli eredi come seguito delle avventure dell’investigatore. L’autore riesce abilmente a trascinare il lettore nelle atmosfere della Londra Vittoriana con le sue vie di periferia, il porto, la prigione ed il delizioso circo della Casa delle Meraviglie del Dottor Silkin, popolato dal nano africano, l’indovina zingara, l’uomo senza collo, il maiale a cinque zampe, la donna più brutta del mondo…

spectre Captura

Il 4 dicembre 2014, nello 007 Stage dei Pinewood Studios («Il più grande set in Europa... dove i budget vanno a morire», scherza il regista Sam Mendes al fianco della produttrice Barbara Broccoli) viene dato l’annuncio del titolo e del cast del ventiquattresimo film ufficiale di James Bond – quarto del nuovo ciclo con Daniel Craig cominciato nel 2006 – le cui riprese avranno inizio la mattina di lunedì 8 dicembre. E il titolo che appare da un’animazione sullo schermo allestito nel colossale studio cinematografico è altamente evocativo, per chi conosce il Mondo Bond: SPECTRE, un nome che richiama alla mente tre celebri romanzi di Ian Fleming, tre sequel scritti da John Gardner e, direttamente o indirettamente, ben otto dei venticinque (o ventisei?) film realizzati in passato sull’agente 007. Se i conti non vi tornano, volete scoprire le anticipazioni di Sam Mendes sulla pellicola in uscita il 6 novembre 2015 e conoscere tutto quello che potreste ignorare sui retroscena della SPECTRE nella storia di James Bond, leggete questo articolo.

copertina vizio di caino 200Di solito, per fare un complimento a un romanzo – specialmente a un thriller – si dice che sembra un film. Il che potrebbe valere anche per questo nuovo giallo (o noir, ma del colore parliamo dopo) di Ferdinando Pastori, già autore dell’ottimo Nero imperfetto. Ma è uno di quei casi in cui un film perderebbe buona parte di ciò che rende prezioso questo libro, ossia la voce narrante, che come sempre in ciò che scrive Pastori è uno degli elementi che fanno la differenza. Questa volta non è in scena l’investigatore senza licenza e senza speranze Fabio Paleari, già incontrato in altre storie brevi o lunghe. Qui il protagonista-narratore è ciò che si definisce tecnicamente un detective casuale, un personaggio che non indaga per professione ma perché coinvolto in modo diretto da una vicenda che lo riguarda. E che lo segna profondamente nel corpo e nell’anima.

mr noir cover smallLo chiamano Mister Noir... come a suo tempo si diceva di Mister Tibbs a proposito dell’ispettore Virgil Tibbs. E se il protagonista dei romanzi di John Ball, portato sullo schermo da Sidney Poitier, poteva vantarsi di essere il primo poliziotto nero della letteratura poliziesca americana, anche Mister Noir può dichiarare con orgoglio di essere il primo detective privato disabile del giallo italiano. Disabile è una definizione imprecisa, naturalmente. Ma anche il termine più politicamente corretto diversamente abile sarebbe limitante. Perché Mister Noir – di cui ancora non conosciamo il nome di battesimo né le origini ma solo la città di residenza, Milano, e la natura della sua disabilità, la tetraparesi spastica che lo limita pesantemente nei movimenti e nel linguaggio – è in realtà abilissimo. Grazie anche all’inarrestabile voglia di raccontare storie del suo creatore (o, per meglio dire, biografo) Sergio Rilletti, che da dieci anni dedica parte della sua produzione di racconti di varia lunghezza a questo personaggio, di cui ora esce da Cordero Editore la prima raccolta cronologica in edizione cartacea e digitale.

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