the_ring_poster_t180Nella terza parte di questo articolo abbiamo seguito gli sviluppi della saga di Ju-on alias The Grudge. A questo punto, malgrado le trovate innovative di Ring, il romanzo di Koji Suzuki da cui abbiamo cominciato questo percorso sui vendicativi spettri giapponesi e i numerosi film di cui è stato ispiratore, la nostra amica Sadako Yamamura sembrerebbe condannata al confino presso una ristretta nicchia di appassionati di horror asiatico. A portare invece l'onryo di Suzuki agli onori del grande pubblico mondiale è l’intrusione, per una volta opportuna, del cinema americano, sempre a caccia di cinematografie altrui da saccheggiare.
La versione statunitense di The Ring pesca in modo geniale da tutte le versioni. La trama generale è quella del romanzo, filtrato però attraverso la prima variante cinematografica: ecco dunque la sequenza iniziale con le due studentesse, una delle quali morirà, mentre l’altra finirà in clinica sotto shock (episodio questo che si era visto in realtà nel Ringu 2 giapponese); il rapporto tra i protagonisti (la giornalista, il bambino, il padre del bambino) identico a quello della sceneggiatura di Ringu; la ricerca del sito geografico apparso nel video, in cui il vulcano giapponese originale è rimpiazzato da un suggestivo faro della costa settentrionale USA; un indizio sulla materializzazione di oggetti dalle immagini video, che dà un’indicazione precisa su cosa accadrà nel finale; la detenzione della bambina, qui ribattezzata Samara, in una stanzetta inaccessibile (episodio cui si fa riferimento invece in Ringu 0).

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Ju-On: maledizione formulata da chi è morto in preda a un forte rancore. Si accresce nei luoghi frequentati in vita dal defunto, divenendone il kharma. Coloro che vi entrano i contatto perdono la vita. Nasce così una nuova maledizione.” (Shimizu Takashi, Ju-On)
Dopo l'excursus su The Ring e le sue versioni cinematografiche giapponesi, facciamo ora conoscenza dell'altra grande saga del saiko horaa. Non occorre l’acqua per materializzare gli onryo in Ju-On, di Shimizu Takashi, nato come progetto televisivo in due episodi e poi diventato a sua volta una saga, con tanto di remake americano e relativo sequel. Qui fulcro della vicenda non è un singolo eroe e nemmeno un singolo fantasma, bensì una casa, teatro di un orribile omicidio: un uomo, scoperto che la moglie lo ha tradito, la uccide e finisce per sterminare tutta la famiglia, compreso il bambino (non suo) il cui cadavere non viene ritrovato, e il gatto nero di casa. Il padre omicida finisce poi ucciso a sua volta per strada, inseguito dai fantasmi che si è lasciato dietro. Da quel momento, tutti i successivi inquilini della casa spariscono in circostanze misteriose. E non solo: gli spettri delle vittime della casa inseguono tutti coloro che vi entrano e che riescono a uscirne vivi, moltiplicando la maledizione. È il ju-on, il rancore maturato dalle vittime di morte violenta nei confronti dei vivi, che vengono trascinati a loro volta in un limbo tra il nostro mondo e l’aldilà.

ringu-posterNella prima parte di questo articolo abbiamo visto come lo scrittore Koji Suzuki abbia riletto la tradizione dell'onryo in chiave moderna e addirittura tecnologica. E dopo qualche anno i suoi libri vengono trasposti sullo schermo, dando vita al filone del saiko horaa. Il primo esperimento, oggi dimenticato, è un tv movie del 1995 (Ringu: Kanzen-ban, regia di Chisui Takigawa), ragionevolmente fedele al romanzo anche in alcuni punti particolarmente delicati (specie riguardo alla sessualità di Sadako) ma meno impressionante dei suoi successori. Tuttavia due anni dopo il cinema si impadronisce della vicenda, trasformandola in un clamoroso successo.
Il primo Ring cinematografico (o Ringu, alla giapponese) porta nella sceneggiatura alcune modifiche tese a semplificare la storia e a compattare i personaggi, modifiche che verranno poi in larga parte adottate anche nella versione americana, insieme a qualche suggestione proveniente da Dark Water, altro romanzo di Koji Suzuki che condivide con Ring il tema dell’orrore nell’acqua. Ma Ringu, girato nel 1997 da Hideo Nakata e giunto sugli schermi giapponesi il 31 gennaio 1998, introduce qualche cambiamento arbitrario che non solo complica inutilmente la trama ma soprattutto si ripercuoterà disastrosamente anche sui seguiti.

The_Ring_before_you_die“Ci sono tre condizioni che devono verificarsi perché nel mondo permanga oltre la morte una volontà maligna. Uno spazio chiuso, l’acqua e una morte lenta… In altre parole, se qualcuno muore lentamente, in uno spazio chiuso e in presenza dell’acqua, di solito lo spirito vendicativo di quella persona continuerà a infestare il luogo.” (Koji Suzuki, Ring)
L'uscita in edicola dell'antologia Onryo, avatar di morte nella collana Urania di Mondadori (gennaio 2012) riporta alla luce un tema che negli anni Novanta ha dominato la produzione cinematografica giapponese: quello appunto degli onryo – spettri di uomini, donne e bambini vittime di violenze – che tornano tra i vivi carichi di odio e rancore nei loro confronti.
Nel Giappone di fine millennio i fantasmi della tradizione, risalente all'VIII secolo e spesso celebrata dal teatro kabuki che ne ha codificato l'aspetto esteriore, si sono inevitabilmente fusi con la tecnologia: improvvisamente telefoni fissi, cellulari e videoregistratori (il dvd non era ancora così diffuso) diventavano veicoli di angoscia e di morte.

Borderfiction_eventi_logo_bn_ridottoDal 25 gennaio 2012 sono tornate alle 21.30 del mercoledì le serate milanesi di Borderfiction Eventi, incontri settimanali a ingresso libero con i protagonisti della narrativa della tensione, tra mystery, thriller, avventura, horror, fantastico e loro contaminazioni.
Anche quest'anno ci diamo appuntamento nel salone dell'Admiral Hotel in via Domodossola 16 a Milano (qui le indicazioni per raggiungerlo) e sul canale YouTube di Borderfiction. Scoprite su questa pagina il calendario dettagliato degli appuntamenti, che sarà aggiornato costantemente con i nomi di ospiti e conduttori e gli argomenti delle varie serate. Seguite tutte le novità sulla community di Borderfiction su Facebook. Il prossimo appuntamento è...

50years

Scoprite i nuovi articoli nella nuova sezione dedicata a James Bond. Il 2012 è un anno particolare per gli appassionati della serie che in letteratura ha unito spionaggio, atmosfere noir e avventura esotica, cui il cinema ha spesso aggiunto anche una componente fantatecnologica quando non apertamente fantascientifica. Quindi un eroe di frontiera, consono al concetto di Borderfiction. In questa pagina agigornata regolarmente trovate l'indice e i link degli articoli dedicati all'agente 007.

the-black-stilettoImmaginate di tornare nella vostra vecchia casa di famiglia e scoprire che vostra madre… sì proprio lei, quella donna che vi rimbrottava quando rientravate tardi la sera e che forse,ancora oggi, si preoccupa se non mangiate abbastanza anche se avete quasi quarant’anni e un principio di pancetta (si chiamano maniglie dell’amore)… Dicevo: scoprire che vostra madre, quando era giovane, era una sorta di Wonder Woman “de noantri”. Sarebbe uno shock per chiunque. Lo è stato sicuramente per Martin, il figlio di Judy, la protagonista di The Black Stiletto, il nuovo romanzo di Raymond Benson, pubblicato negli Stati Uniti ma ancora inedito in Italia.

corsaro_nero_fumettiSergio Bonelli, figlio del creatore di Tex, a sua volta creatore di Zagor e di Mister No, editore di molte delle testate di maggior successo del campo fumettistico popolare italiano, alla domanda su cosa fosse il fumetto, rispondeva che era «il cinema dei poveri». Contrariamente a quanto si può pensare, la definizione non intende affatto essere offensiva, anzi, è una lucida visione di come i comics abbiano molto in comune con l'altro medium loro coetaneo, pur godendo di una maggiore libertà di espressione. 
Del resto è improbabile che Sergio Bonelli, che è stato fino al 26 settembre 2011 l'incarnazione vivente dell'editoria fumettistica italiana, volesse rinnegare il lavoro di sceneggiatore e artefice di miti avventurosi fatto per anni da suo padre e da lui stesso, o denigrare la nobiltà di questo mezzo espressivo. Il fumetto, però, è davvero il cinema ridotto all'essenziale, cioè allo storyboard, a cui vengono aggiunti i dialoghi per mezzo delle «nuvole parlanti».

macchina_da_scrivere_depoca_thumb5Caro Scrittore in Erba, siediti e stai calmo.
Sono le prime due cose che ti tocca fare, se vuoi scrivere. Può sembrare la più banale delle affermazioni, l’uovo di Colombo, ma le regole del gioco, e del resto il gioco stesso, impongono di compiere senza piagnistei questi due semplici gesti. Dunque procedi, caro Scrittore in Erba: siediti, ripeto, e stai calmo.
Bravo, così. Perfetto. Era tanto difficile? D’ora innanzi, sei liberissimo di scrivere quello che ti pare e (perfino) dove ti pare. Scerbanenco scriveva al bar, Tolstoj pare amasse prendere appunti, e addirittura buttar giù intere pagine, nel chiasso dei mercati. Fabio Stassi, un autore contemporaneo, scrive a bordo dei treni su cui è costretto a spostarsi, suppongo per lavoro.

tutto_quel_neroGiovane e precaria, la torinese Susanna Marino accetta un lavoro insolito ma ben pagato: cercare l'unica copia di un film introvabile, secondo alcuni mai esistito, ma per il quale un misterioso cliente è disposto a pagare un quarto di milione di euro.
Susanna non si aspetta che il mestiere di «cacciatrice di pellicole» possa rivelarsi pericoloso, né immagina che ci sia qualcosa di strano in quel film in cui appare Soledad Miranda, attrice spagnola che di lì a poco e per breve tempo sarebbe divenuta a suo modo una star. Non sa che in una scena Soledad e il marito percorrono in auto la strada sulla quale sei anni dopo avranno un pauroso incidente in cui l'attrice morirà, procurando all'introvabile Un dia en Lisboa la fama di pellicola maledetta.
Ma perché Susanna, durante la sua ricerca, comincia a rivivere momenti che sembrano appartenere alla vita dell'attrice prematuramente scomparsa?

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