dorn1Viene da Ulm, in Germania, la nuova gelida ventata di thriller europeo. Nato nel 1969, dopo avere lavorato come logopedista alla riabilitazione di pazienti psichiatrici, si è rivelato come autore di successo con il thriller La psichiatra e confermato con il successivo Il superstite, da poco uscito in Italia, come il precedente da Corbaccio. Entrambi sono ambientati in un'immaginaria cittadina tedesca in cui accadono cose terribili, che ruotano intorno alla locale clinica psichiatrica. Mentre prepara il suo terzo romanzo, lo troviamo a Milano al termine di due intensi giorni di interviste, con l'aria di un David Bowie tedesco prestato alla narrativa della tensione...

101_2Prima della lettura, nessuno di voi crederà probabilmente che possano essere innocenti. Vi chiedo solo un'ora del vostro tempo. Poi, se avrete come me dei dubbi, diffondetene la lettura tra gli amici e i conoscenti. Fate sapere, prima che il 3 maggio si pronunci la Cassazione. È una questione di coscienza civile, massacrata in questi anni dagli show televisivi a cui non ho mai voluto partecipare. (Edoardo Montolli)

La vita reale è ben diversa dalla fiction, nella realtà non accadono molte delle cose che vediamo in un'opera di fantasia. Ma ci sono occasioni in cui la vita imita l'arte. O, per meglio dire, imita Franz Kafka. L'11 aprile 2011 è uscito sul sito Internet del settimanale Oggi, diretto da Umberto Brindani, un accuratissimo dossier realizzato dal tenace giornalista Edoardo Montolli sulla "strage di Erba": il brutale assassinio la sera dell’11 dicembre 2006 di Raffaella Castagna, di suo figlio Youssef e sua madre Paola Galli, e della vicina Valeria Cherubini; e dell'aggressione al marito di quest'ultima, Mario Frigerio, unico superstite del massacro.

Che cosa ti ha portato a scrivere romanzi gialli?

In realtà non scrivo gialli in senso stretto, anche se mi servo delle tecniche del poliziesco. Se ho intenzione di comunicare al lettore un messaggio, qualsiasi messaggio, scelgo il giallo e la sua struttura per catturare la sua attenzione e raccontare una storia.

Lic Salinas, è un personaggio autobiografico?

No, il personaggio è molto diverso da me, anche dal punto di vista della formazione intellettuale: io sono un ingegnere, lui un avvocato, io ho ricevuto un’educazione di tipo conservatore, Lic Salinas tutto il contrario. Penso che la scrittura ti consenta di vivere una vita diversa attraverso il personaggio che racconti. Questo non significa che per me la scrittura sia una fuga. In un certo senso riesco vivere due vite: una molto appassionante da ingegnere, e un’altra altrettanto appassionante da scrittore. 


Andreu_Martin_2I tuoi primi romanzi sono stati scritti come regolamento di conti con tutte le tue letture poliziesche precedenti.
El señor Capone no està en casa (lett. “Il signor Capone non è in casa”), nato dopo il tuo lavoro "clandestino" come sceneggiatore di fumetti erotici ambientati nella Chicago del '29, fu "l'eliminazione" dei tuoi padri letterari americani a partire da Hammett. Direi tuttavia che qualcosa ti sia rimasto, specie di quest'ultimo e del suo personaggio "Continental Op". Non pensi infatti anche tu che il detective che vive in un mondo corrotto rimanga contaminato dalla stessa corruzione e che alla fine i suoi metodi assomiglino molto a quelli dei criminali, finché, come in Protesi, risulta molto difficile distinguerli?


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