cavaliere_dislanda_ridotta1180: Kveld Úlfr viene alla luce nella terra del ghiaccio e del fuoco, figlio di un padre rappresentante la cristianità e di una madre simboleggiante il paganesimo vichingo.
1198: Kveld, da crociato, assiste allo stupro di Costantinopoli da parte degli altri crociati.
1209: Kveld, da cataro, è a Béziers alla ricerca del papa cataro. È presente, quando Arnaud Amaury pronuncia la celebre sentenza sul destino dei catari: «Uccideteli tutti, in Cielo Dio riconoscerà i suoi.»
Il resto è storia. La storia ufficiale in cui si inserisce quella di Kveld Úlfr.
Ho chiesto a Claudia Salvatori, autrice de Il cavaliere d’Islanda (uscito ad aprile 2012 con Mondadori), di sottoporsi a un’intervista per indagare in e oltre a questo romanzo storico.
Partiamo da una questione meta-letteraria.

Kveld è destinato, come la völva gli rivela, a essere un eroe senza saga, un eroe il cui nome sarà dimenticato. Il romanzo innesca così un paradosso, rendendo celebri le gesta (pur inventate) di Kveld. Perché hai scelto di creare un personaggio caratterizzato dalla damnatio memoriae per poi “salvarlo” scrivendo un romanzo?

SM1Nato nel 1922, Stanley Lieber in arte Stan Lee è probabilmente l'autore di fumetti più famoso nel mondo. Non solo per i personaggi cui ha dato vita presso la Marvel Comics e che nell'ultimo decennio hanno prepotentemente conquistato il cinema grazie ai film realizzati dai Marvel Studios, ma anche in quanto icona lui stesso, al punto di concedersi numerose pertecipazioni straordinarie alla Hitchcock nelle pellicole basate sui suoi supereroi: ne ho contate sedici a partire dalla prima, nel 1988, fino a quella del film uscito nel 2012, The Avengers.
Chief editor e poi presidente della Marvel a fumetti a New York, creatore negli anni Sessanta dei Fantastici 4, Spiderman (cui è attualmente dedicata una mostra al Museo del Fumetto di Milano), Hulk, Thor, gli X-Men, Iron Man e molti altri personaggi, oggi a capo deila Marvel cinematografica a Los Angeles, intrattiene da decenni generazioni di lettori e spettatori ed è riuscito a trasportare con successo il suo universo sul grande schermo. Ripropongo le sue dichiarazioni nel corso di un'intervista via satellite del 5 dicembre 2003 dal Courmeyeur Noir in Festival (pubblicate in origine nel 2004 su M-Rivista del Mistero). Ed è un'occasione per rivedere, nelle foto e nel video in fondo all'articolo, le sue precedenti apparizioni (qui accanto: quella nel primo Spiderman di Sam Raimi) senza però bruciarvi la sorpresa di quella nel nuovo film.

dorn1Viene da Ulm, in Germania, la nuova gelida ventata di thriller europeo. Nato nel 1969, dopo avere lavorato come logopedista alla riabilitazione di pazienti psichiatrici, si è rivelato come autore di successo con il thriller La psichiatra e confermato con il successivo Il superstite, da poco uscito in Italia, come il precedente da Corbaccio. Entrambi sono ambientati in un'immaginaria cittadina tedesca in cui accadono cose terribili, che ruotano intorno alla locale clinica psichiatrica. Mentre prepara il suo terzo romanzo, lo troviamo a Milano al termine di due intensi giorni di interviste, con l'aria di un David Bowie tedesco prestato alla narrativa della tensione...

101_2Prima della lettura, nessuno di voi crederà probabilmente che possano essere innocenti. Vi chiedo solo un'ora del vostro tempo. Poi, se avrete come me dei dubbi, diffondetene la lettura tra gli amici e i conoscenti. Fate sapere, prima che il 3 maggio si pronunci la Cassazione. È una questione di coscienza civile, massacrata in questi anni dagli show televisivi a cui non ho mai voluto partecipare. (Edoardo Montolli)

La vita reale è ben diversa dalla fiction, nella realtà non accadono molte delle cose che vediamo in un'opera di fantasia. Ma ci sono occasioni in cui la vita imita l'arte. O, per meglio dire, imita Franz Kafka. L'11 aprile 2011 è uscito sul sito Internet del settimanale Oggi, diretto da Umberto Brindani, un accuratissimo dossier realizzato dal tenace giornalista Edoardo Montolli sulla "strage di Erba": il brutale assassinio la sera dell’11 dicembre 2006 di Raffaella Castagna, di suo figlio Youssef e sua madre Paola Galli, e della vicina Valeria Cherubini; e dell'aggressione al marito di quest'ultima, Mario Frigerio, unico superstite del massacro.

Che cosa ti ha portato a scrivere romanzi gialli?

In realtà non scrivo gialli in senso stretto, anche se mi servo delle tecniche del poliziesco. Se ho intenzione di comunicare al lettore un messaggio, qualsiasi messaggio, scelgo il giallo e la sua struttura per catturare la sua attenzione e raccontare una storia.

Lic Salinas, è un personaggio autobiografico?

No, il personaggio è molto diverso da me, anche dal punto di vista della formazione intellettuale: io sono un ingegnere, lui un avvocato, io ho ricevuto un’educazione di tipo conservatore, Lic Salinas tutto il contrario. Penso che la scrittura ti consenta di vivere una vita diversa attraverso il personaggio che racconti. Questo non significa che per me la scrittura sia una fuga. In un certo senso riesco vivere due vite: una molto appassionante da ingegnere, e un’altra altrettanto appassionante da scrittore. 


Andreu_Martin_2I tuoi primi romanzi sono stati scritti come regolamento di conti con tutte le tue letture poliziesche precedenti.
El señor Capone no està en casa (lett. “Il signor Capone non è in casa”), nato dopo il tuo lavoro "clandestino" come sceneggiatore di fumetti erotici ambientati nella Chicago del '29, fu "l'eliminazione" dei tuoi padri letterari americani a partire da Hammett. Direi tuttavia che qualcosa ti sia rimasto, specie di quest'ultimo e del suo personaggio "Continental Op". Non pensi infatti anche tu che il detective che vive in un mondo corrotto rimanga contaminato dalla stessa corruzione e che alla fine i suoi metodi assomiglino molto a quelli dei criminali, finché, come in Protesi, risulta molto difficile distinguerli?


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