ZentropiaBenvenuti all'ultimo livello della distopia, accompagnati dalla mente geniale, distorta e delirante di Adriano Barone, in questo volume di piccolo formato e dai contenuti devastanti edito da Agenzia X-Noir di rivolta, nella collana Inchiostro Rosso, con in copertina una suggestiva tavola di Maurizio Rosenzweig.
D'accordo, ai miei tempi questo genere si chiamava «letteratura antiutopica» e comprendeva romanzi come 1984 di Orwell, Il mondo nuovo di Huxley, ma anche (a mio avviso) Un'arancia a orologeria di Burgess – meglio noto come Arancia meccanica dopo il film di Kubrick – piuttosto che parecchi titoli di Philip K. Dick, sempre sia lodato.
Oggi si chiama «letteratura distopica» ed è stata recentemente argomento di un percorso narrativo e saggistico con il volume Ambigue utopie curato da G. F. Pizzo (Bietti Editore). Ma, prima che tutto tenda a Z, torno a parlare del libro in oggetto.

mailMilano, agosto 1576: mentre infuria una delle numerose ondate di peste che precedono quella del secolo successivo descritta dal Manzoni, il giovane notaio criminale Niccolò Taverna affronta uno dei momenti più difficili della sua vita. La moglie Anita, vittima dell'epidemia, è stata da poco condotta al Lazzaretto con scarse speranze di guarigione. Nel Duomo in costruzione, fortemente voluto dall'arcivescovo Carlo Borromeo, qualcuno ha rubato dall'altare un prezioso candelabro del Cellini. E quel che è peggio il segretario dell'Inquisizione Bernardino da Savona è stato assassinato in piena notte in un appartamento in Corsia de' Servi, dove non aveva la minima ragione di trovarsi; all'ingresso il segno inequivocabile degli untori, coloro che nella superstizione popolare erano responsabili della diffusione del morbo mediante infernali sostanze di cui avrebbero cosparso le porte di casa delle loro vittime.

cinici_infamiIl titolo completo è Ancora più... Cinici infami e violenti – Dizionario dei film polizieschi italiani anni ‘70 ed è in effetti la nuova edizione riveduta e ampliata del già prezioso Cinici infami e violenti degli stessi autori pubblicato nel novembre del 2005 ed esaurito da un po’. In questo intervallo di tempo, però, il poliziesco all’italiana ha avuto un’improvvisa riscoperta, cui non è estraneo l’interesse manifestato in proposito da Quentin Tarantino (la gente certe cose le capisce se gliele spiega uno famoso da un palcoscenico importante, se glielo diciamo noi non ci stanno a sentire). Molti titoli sono finalmente apparsi in dvd, case discografiche specializzate hanno cominciato a pubblicare i cd delle colonne sonore e la grande stagione del “poliziottesco” – come veniva definito con vago disprezzo all’epoca – è tornata accessibile al pubblico, tornando a essere fonte di ispirazione per film-maker e musicisti. Perciò gli autori hanno deciso di non limitarsi a una ristampa, ma di ampliare il loro dizionario con schede di film in precedenza irreperibili e nuovi saggi che aprono e chiudono il libro; e con una prefazione di Umberto Lenzi, oggi romanziere, ma in quegli anni regista attivissimo (dal cinema d’avventura al thriller e al poliziesco) che ha firmato molti dei film più significativi di questo filone. Suo è del resto Il cinico, l’infame, il violento, titolo che rendeva omaggio a Il buono, il brutto, il cattivo di Leone e che ha ispirato quello del dizionario edito da Bloodbuster.

niente-tranne-la-pioggia-3159250Ci sono vittime di serie A e vittime di serie B. La prostituta il cui corpo smembrato viene scoperto solo per caso appartiene decisamente alla seconda categoria. Ma a qualcuno importa ancora di lei: per esempio a Wil, vecchia gloria del rock italiano, che la frequentava abitualmente; e al suo amico Vasco Lubrano, poliziotto in servizio a Bergamo, più bravo sul lavoro che nei rapporti umani. Così come a un libraio solitario, legato suo malgrado ad amicizie pericolose, importa della sua donna, che spera di salvare dall'organizzazione che la sfrutta.
Preoccuparsi delle vittime di serie B può essere rischioso. E l'indagine di Lubrano finisce per scoperchiare qualcosa di più di un giro di prostituzione in cui chi sgarra muore.

lombradeldestino_2Pratica consolidata e talvolta necessaria in ambito audiovisivo, la scrittura collettiva è un fatto decisamente meno diffuso in letteratura, dove unire voci diverse nell’efficacia di un testo dallo stile omogeneo non è cosa semplice. Daniele Cambiaso ed Ettore Maggi ci sono riusciti. Ne L’ombra del destino (titolo appetibile, che sostituisce l’originale e più d’impatto Adriatic connection), scritture differenti, accomunate da una evidente sensibilità per la spy-story di matrice politica e il racconto di frontiera, si fondono in un romanzo compatto, attuale e di bruciante potenza narrativa.
Nella Genova di fine anni Settanta, l’involontario coinvolgimento in un atto di matrice brigatista segna per sempre le vite di due studenti: Stefano e Giulio vengono arrestati, interrogati dal colonnello Fabris (padre di Giulio) e dall’ambiguo Guidi, entrambi esponenti dei Servizi. I due ragazzi vengono rilasciati, ma sono costretti a rinunciare ai propri sogni: devono dividere le loro strade per intraprendere la carriera militare.

cover_gli_appartati_okUn romanzo tipicamente latino-americano, scritto però da un autore milanese che si inserisce alla perfezione nella grande famiglia degli autori ispanici di Tropea (Paco Ignacio Taibo II, Daniel Chavarría, Rolo Diez...) e nel filone che proprio Taibo II ha battezzato neo-aventura: un romanzo che riprende le strutture avventurose dell’Ottocento, applicandole ai tempi moderni, con una maggiore introspezione psicologica dei personaggi e quel tocco magico ed epico che spesso troviamo nella letteratura ibero-americana. Garbarino fa convergere alla foce del Rio Paraná le vite di quattro personaggi che per una ragione o per l’altra hanno cercato e trovato un esilio volontario fuori dal mondo: il vecchio César, ex professore anarchico ed ex marmista che ha rovinato l’azienda della moglie realizzando nel momento storico sbagliato mille busti fuori misura di Perón, e che ora vive in una baracca, vestito da frate, e campa disinfestando i soffitti delle case dalla presenza di ricordi spiacevoli e pensieri ingombranti; Valencia, nobildonna·agée, segnata dalla morte violenta del marito trent’anni prima, che si confida solo con la tomba di Evita e con César (segretamente desiderato), che chiama nella propria villa per fugarne i fantasmi; Stavros, capitano greco al comando di una bagnarola che ha solcato troppi mari e trova la sua fine insabbiandosi nel delta del Tigre; Sofia, architetto in fuga dai ricordi del primo defunto marito e dalla sgradevole vicinanza dell’attuale consorte, la quale si scopre attratta dal silenzioso e riservato Stavros.

cover_non_fare_la_cosa_giusta_okClaudio Roveri: quarant’anni e rotti, un lavoro da informatore medico-scientifico in cui i colleghi più giovani cercano di fargli le scarpe, una moglie che non ama più e non osa tradire per timore di essere scoperto, una figlia diciassettenne che lui cerca di capire ma non troppo. Legge La Repubblica, guarda il TG5 e vive in una Bologna che non gli appare più quella di una volta, popolata da gente che non gli piace: negri, albanesi, zingari, barboni, ragazzi con la maglietta dei Metallica... categorie per cui ha una sola definizione, feccia. Tutta gente che gli sta sulle palle e che vorrebbe prendere a ceffoni, o peggio, per sfogare un astio derivante dalla propria infelicità quotidiana. Poi incontra Luca, psichiatra dalle idee singolari: perché andare contro la propria natura, reprimere i propri istinti e sforzarsi di fare sempre la cosa giusta? Molto meglio dare libero sfogo al proprio io.

quando_il_diavolo_editedChi ha detto che leggere libri o seguire serie tv fantasy sia inutile? Una sera di fine estate Lena, studentessa ventenne di veterinaria, vagando per Milano in cerca di un'amica che sembra soffrire di sonnambulismo, vede sbucare dalla metropolitana di fronte alla Stazione Centrale una figura alata e luminosa armata di spada fiammeggiante: un angelo vendicatore che insegue un giovane nudo e ferito. Ed è proprio grazie alla sua cultura in materia -  chi ha visto film come L'ultima profezia sa che gli angeli non sono sempre bravi ragazzi - che Lena riesce a intervenire, impedendo alla creatura di uccidere una vittima indifesa. Il giovane ha la possibilità di affrontare l'aggressore e neutralizzarlo prima di perdere i sensi. Lena intuisce che il ferito, per quanto di bell'aspetto, sia qualcosa di non del tutto umano e, dopo averlo portato a casa per soccorrerlo, ha l'accortezza di usare le sue minime nozioni di occultismo per tenerlo a bada. Per poi scoprire che si tratta nientemeno del demone Arioch, evocato da un gruppo di satanisti teenager (manipolati tuttavia da qualcuno che ne sa più di loro) con una missione precisa: uccidere Sofia, l'amica sonnambula, anche se a Lena sembra incredibile che qualcuno voglia scatenare forze infernali per togliere di mezzo una ragazza di diciassette anni solo perché ha strane visioni e incubi ricorrenti.

stefano_di_marino_-_per_il_sangue_versato_epub_Premetto per onestà – come ha fatto lui stesso quando a sua volta ha recensito miei libri – che l’autore di cui sto per parlare è un amico. D’altra parte lo è diventato dopo che, parecchio tempo fa, ho cominciato a leggere ciò che scriveva su segnalazione di un signore che se ne intende, un certo Sergio “Alan” D. Altieri, all’epoca già autore culto e oggi anche responsabile di collane quali Il Giallo Mondadori e Segretissimo.
Ambientato in una Milano agli sgoccioli degli anni ‘80, ancora impreparata – posto che oggi lo sia – a gestire e capire le culture immigrate, questo libro rappresenta la prima sconvolgente apparizione al grande pubblico (datata 1990) di Stefano Di Marino, l’autore in assoluto più prolifico del thriller italiano, che nel marzo 2011 festeggia i suoi cinquant’anni con la riedizione in ebook di questo libro, insieme a due nuovi romanzi del suo ciclo di maggior successo: Gangland Blues (in edicola da Segretissimo Mondadori) e il volume illustrato Vendetta (in libreria da Edizioni BD). Rileggendolo oggi, alla luce degli sviluppi successivi della produzione dell’autore, Per il sangue versato non solo non sfigura affatto, ma appare come la logica premessa a tutto ciò che è venuto dopo.

horror_rock_cover2È una passione incomprensibile ai più, eppure bruciante, assoluta quella che nutre i fan del rock a tinte forti, idolo dai mille volti, tenebroso nei suoni e nei nuclei tematici, una musica che può arrivare a fissarsi come un chiodo duro e arrugginito al centro della tua fronte. È proprio la loro tensione totalizzante a trasformare le sonorità più estreme del rock in tendenze, stili di vita sino a farle considerare come sospette. Tanto si è detto sul fenomeno del rock estremo e sulla sua presunta pericolosità sociale, qualche volta con cognizione, più spesso con pressapochismo e profusione di pregiudizi favoriti dall’onnipresente soggezione nei confronti di Madre Chiesa: ricordo il famigerato libro Inchiesta sul rock satanico dell’oltranzista Carlo Climati, all’epoca rilasciato con tanto di cassetta riportante le registrazioni di presunti messaggi subliminali estratti da dischi di band storiche (Beatles, Led Zeppelin, etc.) al fine di testimoniare una tutt’altro che occulta “simpatia per il diavolo” di tanta musica rock e metal… I numerosi fan italiani comprenderanno, allora, l’entusiasmo che mi accompagna nel commentare l’uscita di Horror rock, voluminoso feticcio per appassionati e possibile toccasana per torme di denigratori.


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