NON FARE LA COSA GIUSTA - Alessandro Berselli

di  Andrea Carlo Cappi

cover_non_fare_la_cosa_giusta_okClaudio Roveri: quarant’anni e rotti, un lavoro da informatore medico-scientifico in cui i colleghi più giovani cercano di fargli le scarpe, una moglie che non ama più e non osa tradire per timore di essere scoperto, una figlia diciassettenne che lui cerca di capire ma non troppo. Legge La Repubblica, guarda il TG5 e vive in una Bologna che non gli appare più quella di una volta, popolata da gente che non gli piace: negri, albanesi, zingari, barboni, ragazzi con la maglietta dei Metallica... categorie per cui ha una sola definizione, feccia. Tutta gente che gli sta sulle palle e che vorrebbe prendere a ceffoni, o peggio, per sfogare un astio derivante dalla propria infelicità quotidiana. Poi incontra Luca, psichiatra dalle idee singolari: perché andare contro la propria natura, reprimere i propri istinti e sforzarsi di fare sempre la cosa giusta? Molto meglio dare libero sfogo al proprio io.

È l’unico modo, dice Luca, per essere felici. Le teorie trovano terreno fertile in Claudio, che comincia pericolosamente a metterle in pratica. Potrebbe essere l’avvio di una storia a metà tra·Il giustiziere della notte e·Un giorno di ordinaria follia. Ma l’autore – con quel tocco di crudeltà che hanno a volte gli scrittori veramente cattivi – fa arrivare al cellulare di Claudio una telefonata cui lui non risponde. E per colpa di quella chiamata persa (o almeno così lui crede, il che è lo stesso), tutta la sua vita deraglia completamente. E a questo punto Roveri avrà almeno una valida ragione per essere cattivo (o almeno così lui crede, il che, di nuovo, è lo stesso). Non è un giallo, anche se a tratti ricorda certe vicende di cronaca nera e contiene un elemento di indagine le cui regole sono debitamente stravolte. È un romanzo che, attraverso una scrittura coinvolgente in cui il protagonista-narratore si rivolge a una precisa interlocutrice, porta il lettore a entrare nei panni scomodi di un personaggio a volte spiacevole, a volte fin troppo simile a noi. E in questo modo si percepiscono in modo più diretto tanto i momenti di bieca soddisfazione del non fare la cosa giusta, quanto quelli della discesa all’inferno, in un’altalena tra il dolore e il delirio di onnipotenza. E non voglio rivelare altro, perché nel romanzo di Alessandro Berselli i colpi di scena non mancano, come non mancano i colpi di pistola e i pugni, ben assestati, nello stomaco del lettore.

NON FARE LA COSA GIUSTA
Alessandro Berselli

Perdisa
238 pagine · € 15,00

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