Salto temporale, inizio anni Novanta, Livorno: l’ormai tenente dei Carabinieri del Tuscania, Giulio Fabris, indaga sul sospetto suicidio di Alberto Mariani, giovane appuntato dalle molte vite; mentre Stefano, divenuto ispettore di polizia a Trieste e mano operativa del CENSIS, accetta di infiltrarsi nella Legione Italica, oscura struttura terroristica che divide i propri interessi tra la malavita del nord-est e il narcotraffico internazionale, foraggiando i croati nella guerra che infiamma i Balcani.
Partendo da tali premesse, Daniele Cambiaso (Ombre sul Rex, Frilli, 2008) intesse un plot ricco di colpi di scena, crea personaggi forti, e li cala in un contesto storico ben documentato in tutta la propria incredibile e sordida complessità; dal canto suo, Ettore Maggi, (Il gioco dell’inferno, Besa, tra i migliori esordi del 2009) elabora il prologo, lavora di cesello, cerca connessioni, sviluppa i dialoghi, duri e ironici. L’intero racconto acquista particolare tensione dall’alternanza dei punti di vista dei protagonisti, mentre la trama cospirazionista invade la detection e le loro stesse vite: nel passato di Mariani, omosessuale, pornografo e ricattatore, Giulio scorge la presenza di suo padre e quella di un misterioso terrorista neofascista attivo nei Balcani, scoprendoli coinvolti in un delirante progetto italo-serbo di irredentismo dei territori istriani e dalmati in mano ai Croati.
Il viaggio si consuma su binari paralleli ed è cosparso di violenza, intrighi e sopraffazione. Tra vecchi compagni di partito, spionaggio deviato, donne spregiudicate e compagnie pericolose, i due vecchi amici tentano ognuno a suo modo di afferrare i fili di un ordito che, dalle nebbie di un’Italia gestita nel terrore delle s.p.a. politico-criminali, giunge ad aggrovigliarsi nell’inestricabile ginepraio delle guerre jugoslave. Un percorso di sangue e riscatto, sul quale gravano le ombre della predestinazione, e che non può non ricongiungere i due in una discesa terminale.
Narrativamente, si parla di un suspense-noir assolutamente straight in your face, intriso di crudo realismo cinematico, condotto in presa diretta con mano scarna, che sostiene l’azione, dispensando all’occasione finezze e ironia citazionista. La sua vera importanza sta però altrove: con una procedura già rintracciabile nei libri d’esordio e nelle svariate partecipazioni antologiche, gli autori utilizzano il mordente della narrativa di finzione per fissare i loro sguardi su quella zona grigia, di confine, in cui i colori di bandiera, le fazioni, le sigle e le ideologie esalano nella tenebra del malaffare, fino al baratro dell’odio, della guerra per la guerra, a ogni costo.
Notevole esordio nella grande editoria di due tra le voci più interessanti del noir italiano, L’ombra del destino è stato scelto per il lancio de I Gialli Rusconi, nuovissima collana diretta da Divier Nelli, esperto di giallo e nel recupero di testi anche dimenticati della nostra letteratura di genere. Una serie che, tra titoli nuovi e ripescaggi storici (Il mio cadavere di Francesco Mastriani), promette di presentare, in veste da bestseller, ottimi libri cartonati a un prezzo contenuto.
L'OMBRA DEL DESTINO
Rusconi
288 pagine, euro 12,90
L’OMBRA DEL DESTINO - D. Cambiaso, E. Maggi
di Riccardo Falcetta
Pratica consolidata e talvolta necessaria in ambito audiovisivo, la scrittura collettiva è un fatto decisamente meno diffuso in letteratura, dove unire voci diverse nell’efficacia di un testo dallo stile omogeneo non è cosa semplice. Daniele Cambiaso ed Ettore Maggi ci sono riusciti. Ne L’ombra del destino (titolo appetibile, che sostituisce l’originale e più d’impatto Adriatic connection), scritture differenti, accomunate da una evidente sensibilità per la spy-story di matrice politica e il racconto di frontiera, si fondono in un romanzo compatto, attuale e di bruciante potenza narrativa.
Nella Genova di fine anni Settanta, l’involontario coinvolgimento in un atto di matrice brigatista segna per sempre le vite di due studenti: Stefano e Giulio vengono arrestati, interrogati dal colonnello Fabris (padre di Giulio) e dall’ambiguo Guidi, entrambi esponenti dei Servizi. I due ragazzi vengono rilasciati, ma sono costretti a rinunciare ai propri sogni: devono dividere le loro strade per intraprendere la carriera militare.
































