ZENTROPIA - Adriano Barone Featured

di  Andrea Carlo Cappi

ZentropiaBenvenuti all'ultimo livello della distopia, accompagnati dalla mente geniale, distorta e delirante di Adriano Barone, in questo volume di piccolo formato e dai contenuti devastanti edito da Agenzia X-Noir di rivolta, nella collana Inchiostro Rosso, con in copertina una suggestiva tavola di Maurizio Rosenzweig.
D'accordo, ai miei tempi questo genere si chiamava «letteratura antiutopica» e comprendeva romanzi come 1984 di Orwell, Il mondo nuovo di Huxley, ma anche (a mio avviso) Un'arancia a orologeria di Burgess – meglio noto come Arancia meccanica dopo il film di Kubrick – piuttosto che parecchi titoli di Philip K. Dick, sempre sia lodato.
Oggi si chiama «letteratura distopica» ed è stata recentemente argomento di un percorso narrativo e saggistico con il volume Ambigue utopie curato da G. F. Pizzo (Bietti Editore). Ma, prima che tutto tenda a Z, torno a parlare del libro in oggetto.

Romanzo distopico, dunque, se vogliamo a tutti i costi trovare una definizione. Siamo in Italia qualche minuto nel futuro, abbastanza perché il nostro paese sia stato espulso dall'Europa e defecato dalla NATO. La Guerra Civile ha lasciato il paese in condizioni pietose. I più ricchi sono fuggiti in Svizzera, la cui frontiera ora è difficile superare. I più sfigati hanno tentato di passare il confine con la Francia, le cui recinzioni (come a dire il vero abbiamo visto nella cronaca recente) sono difficilmente valicabili. I più stupidi sono rimasti in Italia, sotto una dittatura che manipola le notizie attraverso l'Informazione Unica di Stato. Ragazzini nazi-chic che manco sanno chi fosse Hitler giocano a Sprangavecchio (non occorre che il bersaglio sia un vecchio, l'importante è sprangarlo); disperati e nostalgici entrano nell'ordine dei Retroambulanti; i più mistici si abbandonano, dopo la cessione di tutti i loro averi, alla Chiesa degli Asomatici – gestita dal maestro MuAi, al secolo Giovanni Rossi detto Gianni – che garantisce un'eternità di meditazione in sospensione fluida, previa asportazione di ogni sporgenza superflua (braccia, gambe, pene per chi ne sia munito).
In questo nuovo mondo mirabile di merda si leva, come no, la voce della Resistenza. Che si esprime attraverso il movimento Terzalinea. All'interno del quale emerge un gruppo di ribellione noto come KU09071976, capitanato da Bea, post-radical-chic che come ultimo regalo dai ricchi genitori si è fatta sessualizzare ogni parte del corpo e diviene profetessa della rivoluzione contrasessuale, in opposizione alle pratiche eterosessuali – ormai superate persino dalla borghesia – e in alternativa alla lotta armata. Insomma, una resistenza del cazzo. Su una cosa tutti sono d'accordo: il gruppo KU09071976 sta sulle palle tanto allo Stato quanto al Comitato Rivoluzionario Centrale, che se ne vogliono liberare.
Sarcastico, abrasivo, crudele e pessimista, Adriano Barone si muove avanti e indietro nella cronologia del mondo che descrive, satireggia una reincarnazione delle cellule anni Settanta, trova persino il modo di introdurre nel testo la sua personale cosmogonia con una sacra rappresentazione in tre parti. E se ne viene fuori con un'opera d'arte imbarazzante e provocatoria, che si permette persino un ultimo guizzo sbeffeggiante con un finale catastrofico e catartico, negato dopo poche righe. Perché il mondo, almeno in Italia, non può finire con un bang, ma nemmeno con un lamento. Tutto tende, semplicemente, a Z.

ZENTROPIA
Adriano Barone
Agenzia X
128 pagine - € 9,50

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